Il mondo è un grande trash e io lo annaffio con un bicchiere di buon vino.

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Comunicazioni di servizio

Archive for June, 2008

Artisti dell’India antica

Sinceramente non vedo il motivo di raccogliere le impronte digitali dei rom.

Più che un censimento - il termine che Maroni sta usando per venderci questo scempio - a me pare una ghettizzazione in divenire.

E comunque, se proprio proprio qualcuno l’avesse dimenticato, i rom sono Rumeni e in quanto tali CITTADINI EUROPEI a tutti gli effetti.

Ciò vuol dire che quello che sta avvenendo in Italia è al 100% illegale.

Che l’Unione Europea si dia una mossa che qui c’è qualcosa di più urgente da sistemare del risanamento del debito pubblico.

“Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di rom. Tuttavia il numero ufficiale di rom è incerto in molti paesi. Questo anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come di etnia rom per paura di discriminazioni. In Italia si stima che siano 45.000 rom di antico insediamento, di questi circa l’80% è cittadino italiano, il restante 20%, è costituito da rom provenienti dai paesi dell’Est Europa.

Fonte Wikipedia. Leggi il resto dell’articolo

Voglio la neve. Il vento. Un po’ di gelo. E il cappotto. Di lana.

Girano voci che da stamattina, per il comune di Varese, oltre a formare una mela, siamo anche diventati una famiglia.

Ma siccome fuori ci sono 32 gradi, il mestruo ha deciso di affogarmi, gli ormoni sono copletamente impazziti e mi aspettano 3 pareti da dipingere - e altrettante da riempire di scoch - mi sa che domani mattina all’alba il mio moroso si presenterà in comune e rifarà l’iter burocratico.

Ma al contrario.

A place to call home

Da oggi, io e l’altra metà della mela abbiamo un posto da chiamare CASA.

La nostra.

L’angolo della poesia

L’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

F.Pessoa

L’angolo della letteratura: il libro di giugno

Neanche il tempo di essere sistemato sullo scaffale della libreria, che il nuovo libro di Banana Yoshimoto, “Chie-chan e io”, è già nelle mie mani.

Ecco l’estratto:

“Quando Chie-chan posa quel suo sguardo luminoso su qualcosa, anch’io, per qualche misteriosa ragione, riesco a coglierne tutti i particolari. Come chi guarda la città dal campanile di una chiesa in un giorno sereno, e riesce a sentire persino il profumo del vento che attraversa i campi verdi in lontananza.”

Banana Yoshimoto, Chie-chan e io.

La casa Ikea e la donna che non sapeva tinteggiare

Nella casa nuova c’è tutto: divano, poltrona, tavolo, tavolino, sedie, mensole e persino la cucina meno cara dell’universo.

Ci manca solo una cosa: il letto.

[Oh, ma quanto costano i letti???? Ma siamo matti? O__O]

Il tocco fescion comunque è lei, lei soltanto: la tinta ZENZERO per le pareti del salotto.

Non vedo l’ora di tinteggiare…

Ah proposito: c’è tra di voi qualcuno che mi sa dire come si tinteggia?

Il quesito della Redazione

Ma si sentiva davvero questo estremo bisogno di far sorvegliare le nostre città dall’esercito?

Meglio ancora: c’era proprio bisogno di fare un “pacchetto sicurezza” per il quale l’esercito dovesse entrare nelle nostre città a sorvegliare che tutto vada bene?

Anzi: ma c’era proprio bisogno di un pacchetto sicurezza?

No, perché io con quel pacchetto sicurezza mi ci pulisco il deretano.

Che per me quel pacchetto è tale quale a uno di carta igenica da scartare e usare a proprio piacimento. Non solo per pulirsi il sacro orifizio, dunque.

Perché in Italia la sicurezza è la stessa di sempre.

La xenofobia invece no, cazzo.

Quella subdola malattia mentale per la quale esistono i diversi e gli inferiori che, per il semplice fatto di essere diversi e inferiori, sono anche cattivi, criminali e cannibali.

La xenofobia è un tumore maligno radicato nel cervello degli uomini ignoranti, tramandato da padre in figlio da generazioni. A volte è successo che un figlio nasca malato per conto suo, ma sono casi rari.

E’ un male incurabile.

Può restare immobile per anni e svegliarsi dal letargo crescendo a dismisura quando al governo sale una classe politica da cui si sente rappresentato.

Democrazia di merda, democrazia di merda che lasciato che l’odio insensato venisse rappresentato.

Ha lasciato che il popolo eleggesse chi meglio lo rappresentava: stronzi, malati terminali che eleggono altri stronzi malati terminali.

Di questa gente bisogna avere paura, di questa gente.

La gente fa esplodere il proprio rancore immotivato perché è lo stato stesso, questa odiosa democrazia di merda, che permette di farlo.

La gente si sente motivata e protetta nello sputare il proprio odio.

Dà libero sfogo alla propria rabbia, alle proprie frustrazioni.

Si sta perdendo l’equilibrio.

Si vuole mandare via la maestra d’asilo dei propri figli perché è extracumunitaria e dunque non degna di lavorare 8 ore come le italiane. Lei che pulisce il culo ai vostri figli, ve li educa, ve li cresce e spesso li ama anche più di voi. Lei che è stata adottata ed è italiana a tutti gli effetti, brutte teste di cazzo. E anche se non lo fosse? Eh idioti? Se anche non lo fosse?

Perché mettere l’esercito?

Non sarebbe più semplice illuminare le nostre strade, i quartieri, i parchi, le metro? Perché non creare un “bike sharing” subito fuori delle stazioni o nelle piazze cittadine? (Prendere una bici in prestito - con una tessera comunale - la sera e riconsegnarla il giorno dopo quando si torna in stazione).

Non lo so mica se faccio crescere qui il mio bambino…

Io e il mio divano. Nella buona e nella cattiva sorte.

Se state cercando di arredare la vostra casa con mobili che vanno al di là delle cassette della frutta e delle candele dentro la fiaschetta di vino, per quanto disperati voi siate non andate mai - MAI - all’ Ikea di domenica pomeriggio.

E’ in gioco la vostra salute mentale e fisica.

A proposito di salute mentale e fisica gravemente turbata: avete saputo che la Bettina Gregoraci si è sposata col Flavio Mifaischifo Briatore?

Chissà se tra le damigelle d’onore c’era pure il Ministro Carfagna

A mali estremi…

Installato un plugin per i commenti.

Se tutto è andato come doveva andare, ora finalmente su questo blog si può tornare a commentare.

Speriamo.

L’angolo della musica

Mentre Vasco Rossi ci smaciulla l’anima con un singolo il cui testo pare quello di un maniaco sessuale in astinenza da metadone, Luciano Ligabue rispolvere l’armatura dell’artista e ci spara un gioiello degno di quel capolavoro che fu “Una vita da mediano”.

Qui il testo de “Il centro del mondo”:

Portami dove mi devi portare
Africa Asia o nel primo locale
fammi vedere che cosa vuol dire partire davvero
portami dove non posso arrivare
dove si smette qualsiasi pudore
fammi sentire che cosa vuol dire viaggiare leggeri

Sei sempre così il centro del mondo
il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno
portami ovunque
portami al mare
portami dove
non serve sognare
chiedimi il cambio
solo se devi
sei brava a guidare
e dopo portami oltre che lo sai fare
dove sparisce qualsiasi confine
fammi vedere che cosa vuol dire
viaggiare col cuore

Sei sempre così il centro del mondo
il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
sei sempre così il centro del mondo
ti prendi il mio tempo
ti prendi il mio spazio
ti prendi il mio meglio

portami dove mi devi portare
venere marte o altri locali
fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero

Sei sempre così il centro del mondo
il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
sei sempre così
il centro del mondo
ti prendi il mio tempo
ti prendi li mio spazio
ti prendi il mio meglio